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Esercizi con doppio compito: cosa dicono gli studi su calcolo, conteggio e partite a tema

5 minuti di lettura

Contare i passaggi degli avversari o fare calcoli mentre si gioca 3vs3: cosa dicono quattro lavori 2025-2026 e una revisione sul doppio compito nel calcio giovanile, e come provarlo in una seduta.

Il doppio compito (in inglese *dual-task*) consiste nel chiedere al giocatore di fare qualcos'altro mentre gioca: contare, calcolare, reagire a un colore, tenere in equilibrio un pallone. Gli studi 2025-2026 lo hanno provato quasi solo nel calcio giovanile maschile. Sul breve periodo peggiora la prestazione, soprattutto se il secondo compito è motorio. Sulle otto settimane, due lavori su ragazzi di 14-16 anni mostrano miglioramenti in scatti, cambi di direzione e comportamenti tattici. Le prove restano poche e i campioni piccoli.

Che cos'è, in campo

Un esempio classico: una partita a tema 3vs3 in cui ogni giocatore, oltre a giocare, deve contare a voce alta i passaggi dei suoi avversari. Oppure risolvere una somma ogni volta che tocca il pallone. Il campo resta lo stesso, cambia il carico mentale.

L'idea di fondo è che la partita vera chiede di guardare, decidere ed eseguire insieme. Un esercizio tecnico pulito allena l'esecuzione, ma toglie quasi tutto il resto.

Cosa succede subito: la prestazione cala

Il primo dato da avere chiaro è che il doppio compito costa. Rezende e Moreira Praça (*International Journal of Sports Science & Coaching*, 2025) hanno fatto giocare 72 ragazzi, 36 Under 13 e 36 Under 17, in quattro partite 3vs3 da 4 minuti. Una senza compito aggiuntivo, una con un pallone da bilanciare su un cono, una con addizioni e sottrazioni mentali, una con il conteggio dei passaggi degli avversari.

Il compito motorio ha fatto perdere più azioni tattiche corrette dei due compiti mentali, in particolare nell'ampiezza e nella profondità senza palla. Tra i due compiti mentali non c'è stata differenza. Gli Under 17 hanno pagato meno sulle azioni con palla, come la penetrazione. Le differenze erano piccole e gli autori segnalano che la misura era una sola seduta, quindi non dice nulla sugli effetti nel tempo.

La revisione sistematica del 2026 di Ramírez Lucas e colleghi (*International Journal of Sports Science & Coaching*, 13 studi sul calcio giovanile) conferma il quadro: calo immediato della prestazione, più marcato quando il secondo compito è motorio.

Cosa succede dopo qualche settimana

Qui le notizie sono più interessanti, con molte cautele. Nello studio di Ramírez Lucas, Párraga Montilla, Cabrera Linares e Latorre Román (*Journal of Functional Morphology and Kinesiology*, 2025) 18 Under 16 hanno fatto 24 sessioni di 10-15 minuti in otto settimane, a inizio allenamento. Il gruppo di controllo (14 giocatori) ha seguito il lavoro abituale.

Il gruppo con doppio compito è migliorato su tutte le misure: lo scatto sui 20 metri è sceso di 0,09 secondi e il test di cambio di direzione 505 è migliorato, mentre il gruppo di controllo è rimasto fermo o peggiorato. Nel salto con contromovimento e nel test di passaggio la differenza finale tra i gruppi non era significativa. Gli autori elencano i limiti: pochi giocatori, solo maschi, nessun controllo a distanza di tempo, ruolo in campo non considerato.

Un lavoro sul *Journal of Sports Sciences* (2025) ha seguito 40 Under 14 divisi in tre gruppi: partite a tema con doppio compito, partite a tema senza, nessun allenamento. Si lavorava sul principio tattico di lunghezza e larghezza senza palla. Il gruppo con doppio compito ha fatto meglio di chi non si allenava sul principio tattico (46% al post-test, 67% dopo un periodo di ritenzione). Nella fase offensiva, a distanza di tempo, hanno superato chi non si allenava sia il gruppo con compito aggiuntivo (32%) sia quello con le sole partite a tema (43%). Il confronto diretto tra i due gruppi attivi, quindi, non è il punto forte di questo studio. La memoria di lavoro non è cambiata.

Bambini piccoli e prove da laboratorio

Székely, Gergely, Horváth e Topál (*Frontiers in Sports and Active Living*, 2026) hanno seguito 34 bambini di circa 9 anni in un centro di formazione, con un sistema di segnali visivi attorno al campo. Alcune prove di integrazione sensoriale sono migliorate di più nel gruppo con doppio compito, la memoria visuospaziale no.

I limiti sono pesanti. L'assegnazione ai gruppi non era casuale, il gruppo con doppio compito si è allenato circa il 14% in più e le prove erano su schermo, senza misure sul gioco vero. Il lavoro dice qualcosa sull'attenzione dei bambini, poco su cosa cambi in partita.

Come provarlo in una seduta

Quanto segue è una lettura prudente dei dati, non un protocollo validato.

  • Parti da una forma di gioco già nota ai giocatori, come un 3vs3 con portieri. Il doppio compito si aggiunge a qualcosa che conoscono bene.
  • Scegli un compito mentale (contare i passaggi degli avversari, un calcolo semplice, un colore da chiamare). Gli studi indicano che quello motorio pesa di più sulla qualità del gioco.
  • Tieni i blocchi corti: negli studi si va da 4 minuti per partita a due serie da circa 5 minuti con 1-2 minuti di pausa.
  • Parti in modo semplice. Il compito deve essere alla portata dei giocatori, altrimenti si guarda il calcolo e non il gioco.
  • Osserva cosa cala: se la squadra smette di allargarsi o di scalare, quel principio non è ancora automatico.

Cosa non sappiamo

Quasi tutti i dati riguardano ragazzi maschi tra i 9 e i 17 anni. Su calcio femminile, adulti e dilettanti non c'è nulla di verificato nelle fonti lette. I campioni vanno da 32 a 72 giocatori, i periodi di osservazione da una seduta a otto settimane, e nessuno studio chiarisce quale tipo di compito funzioni meglio. Si può provare, ma conviene farlo come prova controllata: stesso esercizio con e senza compito aggiuntivo, e un appunto sulle differenze.

Su quel punto un archivio degli esercizi aiuta. Se la volta successiva sai quale variante hai usato e come è andata, il confronto si fa da sé. Drillory serve anche a questo.

Fonti

  • doppio compito
  • small-sided game
  • processi decisionali
  • settore giovanile
  • metodologia
  • esercizi

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