Monitorare il benessere dei calciatori: cosa dicono gli studi su questionari, carico e sensazioni
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Cinque domande prima della seduta bastano? Tre fonti 2025 sul monitoraggio del benessere nel calcio: cosa misurano i questionari, perché il carico da solo non spiega come sta un giocatore e quanto sono solide le prove.
Un questionario di pochi minuti prima della seduta può dire all'allenatore qualcosa che i dati di corsa non dicono: come si sente il giocatore. Tre fonti del 2025 indicano però che questo tipo di monitoraggio è ancora poco standardizzato, e che nessun numero singolo spiega da solo lo stato di un giocatore. Il benessere va letto insieme al carico, al calendario e a ciò che il giocatore racconta.
Cosa si misura quando si parla di benessere
Negli studi sul calcio il benessere (in inglese *wellness*) è quasi sempre un punteggio soggettivo, raccolto con poche domande. Gli ambiti più ricorrenti sono fatica, qualità del sonno, stress e dolore muscolare. In alcuni lavori si aggiunge l'umore.
Gli strumenti più usati sono l'indice di Hooper, che unisce queste sensazioni in un solo punteggio, e la scala TQR, che stima quanto ci si sente recuperati. Una revisione sistematica pubblicata su *Sports* nel 2025 li ha contati: l'indice di Hooper compare in 10 studi sul benessere, la TQR in 6.
Cosa mostrano le tre fonti
La revisione di Pedro Afonso e colleghi (*Sports*, 2025) ha esaminato 341 lavori e ne ha incluso 46, con 1.763 giocatori tra i 13,2 e i 28,7 anni. Il carico esterno, per lo più misurato con il GPS, era presente in 44 studi. Il carico interno, soprattutto con la scala RPE della seduta, in 36. Il benessere era misurato solo in 22.
Il dato più utile per chi allena è un altro: soltanto 5 studi hanno messo in relazione più dimensioni con modelli statistici adeguati. Gli autori descrivono il monitoraggio come frammentario e segnalano che il 91,3% dei lavori riguarda giocatori maschi, con una media di 23,9 anni. Mancano quindi dati sul calcio femminile e sul livello dilettantistico.
Il secondo lavoro riguarda un'accademia giovanile. Francisco Tomás González-Fernández e colleghi (*Cuadernos de Psicología del Deporte*, 2025) hanno seguito 120 giovani calciatori per tutta la preparazione estiva, con valutazioni settimanali di dolore muscolare, stress, umore, fatica e sonno. Dolore muscolare, stress, fatica e disturbi del sonno sono aumentati in modo significativo (p = 0,001 per ciascuno), mentre l'umore è rimasto sostanzialmente stabile (p = 0,46). I diari scritti dai ragazzi, secondo gli autori, hanno aiutato a personalizzare allenamento e recupero.
Il terzo testo è un editoriale di Rafael Oliveira e colleghi (*Frontiers in Sports and Active Living*, 2025) che riassume una raccolta di studi sul monitoraggio di carico e benessere. Per il calcio riporta che nessuna variabile di carico esterno ha avuto un potere predittivo alto (sopra 0,95). Il numero di decelerazioni si è avvicinato, con 0,91, e gli autori lo indicano come possibile fattore di rischio per gli infortuni. Ricorda inoltre una revisione precedente, secondo cui la relazione tra benessere e carico va da assente a molto forte, a seconda dello studio.
Perché il carico da solo non basta
I tre lavori convergono su un punto. Due giocatori che fanno la stessa seduta possono arrivarci in condizioni molto diverse, e i numeri di corsa non lo mostrano. Nello studio sull'accademia il peggioramento di dolore, stress e sonno è comparso proprio nel periodo in cui il carico cresceva, mentre l'umore non si è mosso: guardare una sola voce avrebbe dato un quadro incompleto.
Questo non significa che il questionario sostituisca gli altri dati. Gli autori della revisione raccomandano di affiancare le misure soggettive a quelle oggettive, come la frequenza cardiaca o i test sul campo, e di usare strumenti pratici che entrino davvero nel calendario di una squadra, soprattutto con i giovani. L'editoriale cita per esempio i semplici test di salto come un modo per seguire la fatica.
Come provarlo con poche risorse
Le fonti non dicono quante domande servano né con quale frequenza, quindi quanto segue è un'indicazione prudente e non una regola. Con una squadra senza GPS né staff dedicato, una versione minima può avere queste caratteristiche:
- cinque domande su fatica, sonno, stress, dolore muscolare e umore, con una scala da 1 a 5;
- compilazione prima della seduta, in modo anonimo per il gruppo e riservato per l'allenatore;
- confronto di ogni giocatore con i suoi valori abituali, non con quelli dei compagni;
- una parola di commento subito dopo, soprattutto quando un punteggio cambia di colpo.
Il confronto con la propria baseline conta perché la revisione segnala che le soglie di benessere non sono standardizzate tra gli studi. Un punteggio fisso valido per tutti, quindi, non ha una base solida.
Il dato del questionario ha più valore se sta accanto a ciò che si è fatto in campo. Chi annota le sedute, su carta o in un archivio come Drillory, può rileggere dopo qualche settimana quali esercizi e quali carichi hanno preceduto un calo del benessere, e correggere la seduta successiva.
Limiti da tenere presenti
Le prove sono ancora deboli sul piano pratico. La revisione di Afonso e colleghi ha trovato studi per lo più osservazionali, con definizioni e soglie troppo diverse per fare una meta-analisi, e con pochi modelli predittivi. Gli autori segnalano anche che le calciatrici e i livelli non professionistici sono poco rappresentati.
Il lavoro sull'accademia copre un solo periodo di preparazione e non dice se il programma abbia ridotto gli infortuni o migliorato le prestazioni. L'editoriale, infine, non è uno studio originale: riporta risultati di altri lavori senza numeri completi per ciascuno.
Domande frequenti
Il questionario sul benessere serve anche nel calcio dilettantistico?
Le fonti lette non includono squadre dilettantistiche, quindi non c'è una risposta documentata. Le domande sono però poche e non richiedono strumenti costosi, per cui sono facili da provare e da sospendere se non aiutano.
Meglio il questionario o la scala RPE?
Misurano cose diverse. La RPE della seduta stima quanto il giocatore ha percepito lo sforzo appena fatto, il questionario descrive come arriva alla seduta successiva. La revisione del 2025 le tratta come strumenti complementari.
Con i ragazzi più giovani come si fa?
Lo studio sull'accademia ha usato valutazioni settimanali e diari di riflessione con giocatori giovani. Sulle scale adatte a ciascuna età le fonti non danno indicazioni precise: conviene semplificare le domande e verificare che il gruppo le capisca.
Un punteggio basso significa che il giocatore deve riposare?
Non c'è una soglia validata che lo dica. Il punteggio è un motivo per parlare con il giocatore e guardare il contesto: partite ravvicinate, sonno, scuola o lavoro. La decisione resta all'allenatore e, se serve, allo staff medico.
Fonti consultate
- Afonso P., Forte P., Branquinho L., Ferraz R., Garrido N. D., Teixeira J. E., Shaping training load, technical-tactical behaviour, and well-being in football: a systematic review, *Sports*, 2025.
- González-Fernández F. T., Quiñones Rodríguez Y., Martínez-Aranda L. M., Matesanz-Sanz M., Castillo-Rodriguez A., Implementation of a Comprehensive Well-Being Control and Monitoring Program in a Youth Soccer Academy, *Cuadernos de Psicología del Deporte*, 2025.
- Oliveira R., Brito J. P., González-Fernández F. T., Morgans R., Editorial: Load and wellness monitoring in sports: the relationship between different metrics, *Frontiers in Sports and Active Living*, 2025.
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