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Rimesse laterali nel calcio: cosa dicono gli studi su direzione, velocità e lanci lunghi

6 minuti di lettura

Una partita ha in media 39 rimesse laterali. Tre fonti 2025 su direzione, velocità di ripresa e lanci lunghi in area: cosa conserva il possesso, cosa crea tiri e come difenderli.

In una partita dei cinque principali campionati europei si battono in media 39 rimesse laterali. Eppure raramente hanno un posto nella seduta, e quasi mai si allenano con la cura che si riserva ai calci d'angolo.

Gli studi usciti nel 2025 danno tre indicazioni piuttosto chiare. Rimettere indietro o di lato conserva il pallone molto più spesso che rimetterlo in avanti. Ripartire in fretta aiuta. E la rimessa lunga in area, in forte crescita anche nel calcio giovanile, è un'arma reale che si può allenare e si può difendere.

Cosa hanno misurato gli studi

Il lavoro più ampio è di Joseph Stone, Alliance Kubayi, Adam Smith e Jamie North, pubblicato nel 2025 sull'*International Journal of Performance Analysis in Sport*. Ha analizzato 1.826 partite di Premier League, Bundesliga, Serie A, La Liga e Ligue 1 della stagione 2022/23, per un totale di 71.220 fasi di gioco iniziate da una rimessa.

Il secondo è di Ali Enver Kapelman, Erdi Tokul, Özgün Miraç Özçilingir e Dolunay Saray, uscito a settembre 2025 sul *Baltic Journal of Sport and Health Sciences*. Ha studiato 2.855 rimesse della UEFA Champions League 2022/23 con una regressione logistica. Un esito positivo era un tiro, un calcio d'angolo o un calcio di rinvio.

Il terzo è un rapporto tecnico di Hudl StatsBomb firmato da Sebastian Greenhalgh, Dan Anghel e colleghi, sulla difesa delle rimesse lunghe: 3.959 lanci oltre i 20 metri finiti in area, tra Premier League, Championship e Bundesliga. Non riporta rivista né anno di pubblicazione e gli autori stessi parlano di parti esplorative, quindi i suoi numeri vanno letti come indicazioni, non come prove solide.

A questi si aggiunge l'analisi tecnica della FIFA sul Mondiale Under 17 del 2025.

Direzione: indietro e di lato si perde meno

Nello studio sui cinque campionati la direzione fa la differenza più grande. Il primo contatto riesce nel 99,5% dei casi se la rimessa va indietro, nel 96,9% se va di lato e nel 71,3% se va in avanti.

Anche il possesso dopo la rimessa segue lo stesso ordine: resta alla squadra che ha battuto il 92,1% delle volte con un lancio all'indietro, il 71,2% di lato e il 49,8% in avanti. In pratica, la rimessa in avanti vale poco più di una moneta lanciata.

Gli autori riportano anche che le rimesse indietro e laterali sono associate a una maggiore probabilità di creare un tiro rispetto a quelle in avanti, ma la pagina consultata non indica le percentuali esatte.

Il dato va letto con prudenza. Una rimessa indietro è quasi sempre una rimessa vicina a un compagno libero, quindi la sicurezza ha un prezzo: si guadagna poco terreno. Per una squadra che costruisce dal basso conta più il possesso, per chi cerca profondità può valere la pena rischiare di più.

Velocità: la ripresa rapida aiuta

Lo stesso studio guarda anche il tempo impiegato. Se la rimessa parte entro 5 secondi, il primo contatto riesce nel 94,4% dei casi. Con più di 15 secondi scende al 78,3%.

La spiegazione più semplice è che aspettare lascia alla difesa il tempo di mettersi in ordine e di marcare i possibili riceventi. Gli autori non lo dimostrano direttamente, quindi resta un'ipotesi ragionevole, non un risultato misurato.

Nell'ultimo terzo conta dove si mira

Lo studio sulla Champions League guarda solo le rimesse che servono a creare pericolo. Quelle battute nell'ultimo terzo hanno una probabilità di esito positivo 1,93 volte superiore alle altre. Quelle indirizzate sopra la vita, cioè al petto o alla testa del ricevente, ne hanno 3,51 volte di più rispetto a quelle basse.

Gli autori trovano che le rimesse corte, dirette verso l'alto del campo o all'indietro nell'ultimo terzo aumentano in modo significativo la probabilità di un esito positivo. Le squadre arrivate più avanti nel torneo ne hanno battute meglio di quelle eliminate, ma è un confronto descrittivo: non dice che la rimessa sia la causa del risultato.

C'è anche un limite di definizione. Contare come esito positivo un semplice calcio di rinvio è una scelta discutibile, perché non è detto che una squadra la consideri un successo.

La rimessa lunga in area

Nel rapporto Hudl StatsBomb, entro 15 secondi da una rimessa lunga in area il 77,5% dei casi non produce nulla. Il 14,7% porta a un tiro, il 6,2% a un calcio d'angolo e l'1,8% a un gol.

Il fattore che pesa di più è la distanza dalla porta. Una rimessa battuta entro 20 metri dalla linea di fondo produce un tiro quasi il doppio delle volte rispetto a una battuta da oltre 30 metri. Il modello statistico degli autori ha una capacità predittiva modesta (AUC intorno a 0,65), quindi più che una formula va preso come un orientamento.

Questa tattica sta diventando comune. Nell'analisi tecnica FIFA del Mondiale Under 17 del 2025, il 19% delle rimesse nell'ultimo quarto di campo è stato lanciato direttamente in area, contro il 6% dell'edizione 2023. Hanno usato questa soluzione 37 squadre su 48.

Secondo i tecnici FIFA la distanza nasce dal ritmo dei passi e da un busto forte, non da una rincorsa veloce. La spinta passa dalle anche quando i due piedi sono a terra, poi le braccia accompagnano il lancio.

Come difenderla

Qui il rapporto Hudl dà indicazioni pratiche, con la cautela detta sopra.

  • Evitare di concedere rimesse profonde nella propria metà dell'area di rigore: la distanza di partenza è il fattore più forte.
  • Disporre cinque o sei difensori attorno alla zona in cui il pallone dovrebbe cadere, con spaziature ordinate più che con molti uomini.
  • Coprire il corridoio attorno al dischetto con giocatori mobili e ben tempisti: l'altezza da sola non basta.
  • Assegnare un giocatore alla seconda palla, invece di far saltare tutti sul primo pallone.
  • Allontanare il pallone verso le fasce, vicino alla linea di metà campo, evitando respinte che restano in zona pericolosa.

I tecnici FIFA aggiungono un punto semplice: dalla rimessa non c'è fuorigioco, perciò la difesa deve provare la situazione in allenamento, come fa con le punizioni.

Cosa portare nella prossima seduta

Le fonti non misurano un programma di allenamento delle rimesse, quindi quanto segue è un'indicazione ricavata dai dati, non una ricetta provata.

Dieci minuti a fine seduta bastano per ripetere due o tre varianti. Per la squadra in possesso, la rimessa corta a un compagno che si smarca dietro la linea della palla e una ripresa rapida entro pochi secondi. Per la fase difensiva, una disposizione fissa sulla rimessa lunga con un incaricato della seconda palla.

Può aiutare annotare dopo ogni gara dove sono state battute le rimesse e che esito hanno avuto. In Drillory le sedute precedenti restano ricercabili, quindi si ritrova subito quale variante si era provata e con che risultato.

Una nota finale: i dati vengono da campionati professionistici maschili e da un torneo Under 17. Non ci sono studi comparabili su categorie inferiori o sul calcio femminile, quindi le percentuali vanno prese come ordine di grandezza e verificate sulla propria squadra.

Fonti

  • Stone J., Kubayi A., Smith A., North J. (2025), *Analysis of Throw-ins Strategy on Performance Metrics in Five Men's European Football Leagues*, International Journal of Performance Analysis in Sport: scheda e manoscritto
  • Kapelman A. E., Tokul E., Özçilingir Ö. M., Saray D. (2025), *The Role of Throw-ins in the UEFA Champions League: A Tactical Analysis*, Baltic Journal of Sport and Health Sciences: articolo
  • Greenhalgh S., Anghel D. et al., *Defending the Long Throw: A Dual-Model Framework for Minimising Defensive Risk*, Hudl StatsBomb: rapporto
  • FIFA Training Centre, Mondiale Under 17 2025: rimesse lunghe in area
  • rimesse laterali
  • calci piazzati
  • analisi della partita
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  • settore giovanile
  • metodologia

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