Transizione difensiva nel calcio: contropressing o ripiegamento? Cosa dicono gli studi
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Dopo la palla persa conviene pressare subito o ripiegare? Tre fonti 2025-2026 su contropressing, copertura preventiva e partite a tema di transizione, con indicazioni per la prossima seduta.
Dopo una palla persa la squadra ha pochi secondi per scegliere: pressare subito il portatore o rimettersi in posizione. Gli studi recenti sulla transizione difensiva non danno una regola unica, ma tre indicazioni abbastanza chiare: conta quanti giocatori restano dietro la palla, conta dove si trova il primo difensore, e conta come si costruisce l'esercizio che alleniamo.
Le fonti sono due analisi di partite di campionati professionistici (Premier League e prima divisione portoghese) e una revisione sistematica sulle partite a tema. I dati vengono da calcio maschile d'élite, quindi vanno letti come spunti da adattare alla propria categoria, non come ricette.
Cosa si intende per transizione difensiva e copertura preventiva
La transizione difensiva comincia nell'istante in cui si perde il pallone. Il contropressing è la risposta più aggressiva: pressare subito chi ha rubato palla, per riprenderla prima che la squadra avversaria si organizzi.
La copertura preventiva (in inglese *rest defence*) è il lavoro fatto prima della perdita. Sono i giocatori che, mentre la squadra attacca, restano in posizione per fermare una ripartenza. Le due cose si pensano spesso insieme, ma i dati dicono che funzionano in modo diverso.
Contropressing e copertura preventiva: lo studio sulla Premier League
Peters, Parmar, Davies e James hanno analizzato tutte le 380 partite della Premier League 2020/21, per un totale di 12.460 sequenze di possesso (*International Journal of Performance Analysis in Sport*, 2025). Hanno misurato quanti tiri e quanto territorio la squadra concede dopo aver perso palla nella metà campo avversaria.
Il numero di giocatori nella zona di copertura preventiva era legato in modo significativo ai tiri concessi (p < 0,05) e al territorio concesso (p < 0,001). Gli autori non hanno trovato invece un legame con la scelta di avviare il contropressing (p = 0,11), cosa che contraddice un'idea diffusa tra gli addetti ai lavori.
Il risultato più scomodo riguarda il contropressing in sé. Quando le squadre lo hanno fatto, i tiri concessi non sono cambiati in modo significativo (p = 0,1). Il territorio concesso, invece, è risultato maggiore (p < 0,01).
Lo studio è osservazionale: non dice che pressare faccia concedere campo, dice che le due cose compaiono insieme. Gli autori segnalano inoltre che il contropressing riusciva meglio contro avversari di classifica medio-bassa che contro le squadre più forti (p < 0,01).
Il primo difensore: avvicinarsi o aspettare?
Freitas, Lopes, Sarajärvi e Volossovitch hanno guardato cosa succede nei cinque secondi dopo una palla persa a centrocampo, quando la palla non viene recuperata (*International Journal of Sports Science & Coaching*, 2025). Il campione sono 94 partite del campionato portoghese 2022/23, limitate alle prime tre squadre, con 3.255 episodi.
Per i passaggi, la distanza media del primo difensore dalla palla era associata a meno avanzamento (β = −0,15). L'indicatore più forte era però un altro: quanto cambiava l'allineamento del primo difensore tra palla e porta (β = 0,43). Più il difensore si sfilava da quella linea, più l'avversario guadagnava campo.
Contro chi conduce palla, il dato va nella direzione opposta alla intuizione. Quando il secondo difensore si avvicinava, l'avversario avanzava di più (β = −0,27 sulla distanza dalla palla).
Gli autori ne ricavano che, quando recuperare il pallone è poco probabile, il primo difensore farebbe meglio a non chiudere in modo frettoloso, e che serve un controllo dello spazio «sufficiente» più che massimo, restando compatti. Propongono anche di pressare chi porta palla in momenti precisi, per esempio dopo un controllo sbagliato.
Va ricordato che sono episodi di tre squadre di vertice in un solo campionato, con una soglia di cinque secondi scelta dagli autori. Il testo non dà indicazioni per altre età o categorie.
Partite a tema di transizione: cosa cambia con le regole
Chootsungnoen, Sonchan, Chainok e Leenoi hanno riunito 40 studi sulle partite a tema pubblicati tra il 2015 e il 2025 (*Journal of Functional Morphology and Kinesiology*, 2026). Sei riguardano i giochi di transizione, cioè quelli in cui la perdita del pallone fa cambiare subito fronte.
Nei sei studi i giochi di transizione facevano percorrere più distanza che in partita, a tutte le velocità e per tutti i ruoli. Il carico dipendeva però dal disegno dell'esercizio. Il campo largo 70 metri aumentava corsa ad alta velocità e sprint. I periodi difensivi da 30 secondi producevano più corsa ad alta velocità e sprint dei periodi da 2 minuti, mentre i 2 minuti portavano più accelerazioni e uno sforzo percepito più alto.
La revisione ha limiti dichiarati: la maggior parte degli studi era acuta, solo due erano trial randomizzati longitudinali, gli esiti tecnico-tattici comparivano in 12 studi su 40 e i partecipanti erano soprattutto maschi.
Come usare queste indicazioni nella prossima seduta
Quello che segue è una proposta di lavoro che ricavo dalle tre fonti, non un protocollo validato.
- Allenare la copertura prima della perdita. Un possesso o una partita a tema in cui si conta quanti giocatori restano dietro la linea della palla al momento della perdita permette di lavorare su ciò che lo studio sulla Premier League lega a tiri e campo concessi.
- Dare alla perdita palla un compito chiaro. Una regola del tipo «hai tre secondi per riconquistare, altrimenti ripiega» costringe a scegliere tra contropressing e ripiegamento, invece di pressare per abitudine.
- Guardare il primo difensore. Chi non può recuperare palla deve tenersi tra pallone e porta e rallentare. Si può correggere in video o con un'osservazione mirata sugli episodi dei cinque secondi dopo la perdita.
- Scegliere durata e spazio in base all'obiettivo. Se vuoi corsa ad alta velocità, periodi brevi e campo largo. Se vuoi più accelerazioni e fatica percepita, periodi più lunghi. Quasi tutte le prove vengono da giocatori adulti d'élite, quindi con settore giovanile e squadre amatoriali conviene partire da volumi più bassi e osservare la risposta.
Se segni gli esercizi di transizione che hai già usato, per esempio in Drillory, è più facile vedere quante volte hai variato durata, ampiezza e compito, e quali settimane ne sono rimaste prive.
Domande frequenti
Il contropressing funziona sempre?
No. Nello studio sulla Premier League i tiri concessi non cambiavano in modo significativo quando le squadre pressavano subito, e il territorio concesso era maggiore. Funzionava meglio contro avversari di classifica medio-bassa.
Quanti giocatori devono restare dietro la palla?
Gli studi letti non danno un numero valido per tutte le categorie. Mostrano che il numero di giocatori nella zona di copertura è legato a tiri e territorio concessi; la soglia giusta dipende dal sistema di gioco e dagli avversari.
Le partite a tema di transizione bastano per allenare i recuperi?
Sono utili per far lavorare molta corsa ad alta velocità in poco tempo, ma gli effetti dipendono da campo, durata e regole. Gli autori della revisione sottolineano che nessun formato riproduce da solo tutte le richieste della partita.
Fonti
- Peters, A., Parmar, N., Davies, M., James, N. (2025). A rule-based approach to classify counterpressing: analysis of its risks and relationship with rest defence. *International Journal of Performance Analysis in Sport*. DOI 10.1080/24748668.2025.2473799
- Freitas, R., Lopes, R. J., Sarajärvi, J., Volossovitch, A. (2025). Elite-level cooperation and opposition dynamics during defensive transitions. *International Journal of Sports Science & Coaching*. DOI 10.1177/17479541251353215
- Chootsungnoen, P., Sonchan, W., Chainok, P., Leenoi, P. (2026). Effects of task constraint manipulation on physical, physiological and technical-tactical demands of small-sided games in soccer: a systematic review. *Journal of Functional Morphology and Kinesiology*, 11(3), 354. DOI 10.3390/jfmk11030354
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