Effetto dell'età relativa nel calcio: perché i nati a gennaio vengono scelti più spesso
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Chi nasce nei primi mesi dell'anno ha più probabilità di essere selezionato. Tre fonti 2025-2026 su età relativa, selezione e possibili rimedi, con indicazioni per osservare i ragazzi in modo più equo.
In una squadra giovanile i ragazzi nati a gennaio sono molti più di quelli nati a dicembre, anche se le due date di nascita sono equiprobabili. Si chiama effetto dell'età relativa: chi è più grande dentro la stessa annata ha mediamente un corpo più sviluppato, e a dodici o quattordici anni questo si nota nei test, nelle partitelle e nelle scelte dell'allenatore. Tre lavori pubblicati tra il 2025 e il 2026 aiutano a capire quanto pesa, dove si ferma e che cosa può fare uno staff.
Cosa si vede in un gruppo Under 15
Uno studio croato pubblicato su *PLOS One* nel 2025 (Rađa e colleghi) ha misurato 177 giocatori Under 15 della Dalmazia, tesserati in nove società di tre livelli diversi. La distribuzione delle nascite era molto sbilanciata: 35,0% nel primo trimestre dell'anno e 19,2% nell'ultimo, con il 63,3% dei ragazzi nato nei primi sei mesi.
I nati nel primo trimestre erano anche i più alti (172,5 cm contro 163,8-167,5 cm degli altri gruppi) e i più pesanti (59,8 kg contro 51,0-54,1 kg). Nei test fisici andavano meglio nel salto in lungo da fermo, nel lancio della palla medica e nello sprint sui 30 metri (4,62 secondi contro 4,72 e 4,77 di due dei gruppi successivi). Anche il tiro era più veloce: 95,1 km/h con la gamba forte, contro 88,2-90,2 km/h.
Il dato più utile per chi allena sta nelle voci dove la differenza non c'è. Non emergevano scarti significativi nel Yo-Yo test, nella conduzione palla in slalom e zig-zag, né nei primi 5 e 10 metri di sprint. L'età di picco di velocità di crescita, cioè il momento dello scatto in altezza, non differiva tra i gruppi. Gli autori concludono che il vantaggio dei più grandi riguarda soprattutto forza, potenza e velocità, mentre la tecnica con il pallone risulta in larga parte simile. Il campione è di una sola regione e i test sono stati fatti in un'unica stagione, quindi il quadro va letto come una fotografia locale.
Quanto dura il vantaggio
Un secondo lavoro, uscito su *Biology of Sport* (Nisbet e colleghi, pubblicato online a ottobre 2025, volume 2026), ha analizzato i giocatori convocati nelle nazionali gallesi dalla Under 16 alla squadra maggiore. Tra i maschi l'effetto compare in tutte le fasce da Under 17 in su: l'odds ratio, cioè il rapporto tra nati nella prima e nella seconda metà dell'anno, è 1,87 all'Under 17 e 2,27 in nazionale maggiore. Tra le donne l'effetto è significativo all'Under 17 e in nazionale maggiore. Alla Under 16, sia maschile sia femminile, non è emerso.
Il passaggio dalle giovanili alla maggiore è però un'altra storia. Nel modello statistico degli autori il trimestre di nascita non prediceva in modo significativo chi sarebbe arrivato in nazionale maggiore, mentre contava il numero di presenze nelle selezioni giovanili. Le percentuali di passaggio per i maschi andavano dal 17% dei nati nel primo trimestre al 25% dei nati nel secondo. Gli autori stessi indicano limiti importanti: una sola federazione, nessun dato su maturazione e prestazione, record recenti incompleti. Il testo contiene inoltre alcune discrepanze tra tabelle e discussione, per cui qui sono stati usati solo i valori delle tabelle.
La lettura prudente è questa: chi nasce presto entra più spesso nel percorso, ma entrare nel percorso non basta a prevedere il livello da adulto.
Cosa si può fare, secondo un panel di esperti
La federazione olandese (KNVB) ha promosso un progetto sui rimedi all'effetto dell'età relativa. La seconda parte, pubblicata su *Frontiers in Sports and Active Living* nel 2025 (Kelly, Zwenk, Mann e Verbeek), ha chiesto a 15 esperti internazionali di valutare 13 soluzioni per efficacia e fattibilità, in due round.
I risultati sono espressi su una scala da 1 a 9.
- Le date di cambio annata a rotazione sono risultate la soluzione più efficace (circa 6,3 sull'effetto diretto), ma tra le meno realizzabili (4,6).
- Segnalare le differenze di età, per esempio con numeri di maglia ordinati per data di nascita durante i provini, è risultata la più fattibile (6,7), anche se meno efficace sull'effetto diretto (4,7).
- Raggruppare i ragazzi per età biologica oltre che anagrafica ha ottenuto un punteggio medio di 5,6 sul totale.
- La sola sensibilizzazione degli allenatori è stata giudicata poco efficace se non accompagnata da altro.
Chi legge deve tenere presente che si tratta di giudizi di esperti, non di risultati misurati su squadre vere. Gli autori ricordano che nessuna soluzione è stata ancora verificata in modo solido sul campo e consigliano di combinarne più di una.
Come usarlo nella prossima seduta
Da questi tre lavori si possono trarre alcune abitudini concrete, valide dalla scuola calcio alla categoria Under 17.
- Prima di giudicare un ragazzo, guarda la sua data di nascita accanto al suo rendimento. Un giocatore nato a novembre che regge il confronto in velocità e forza con un compagno di gennaio sta facendo qualcosa di più.
- Osserva le voci dove l'età pesa meno: lettura del gioco, qualità del primo controllo, conduzione nello stretto. Nello studio croato la tecnica col pallone non cambiava tra i gruppi.
- Proponi esercizi in cui la corporatura decide meno, come partite a tema con spazi stretti e con regole sul tocco, e alterna le coppie nei duelli per peso e altezza.
- Nei provini e nelle convocazioni di selezione, scrivi accanto al nome anche il mese di nascita, come suggerisce l'idea dei numeri ordinati per età.
- Dai minuti ai ragazzi che crescono più tardi anche quando oggi sembrano indietro, perché le presenze nei gruppi giovanili sono risultate collegate al passaggio al livello successivo.
Se tieni i fogli delle sedute in Drillory, puoi annotare per ogni esercizio chi lo ha svolto con più difficoltà fisica e chi con più difficoltà tecnica, così a fine mese vedi se le tue scelte ricalcano la distribuzione dei compleanni.
Domande frequenti
L'effetto dell'età relativa riguarda anche il calcio femminile?
Sì. Nello studio sulle nazionali gallesi l'effetto è significativo tra le donne all'Under 17 e in nazionale maggiore. Tra le Under 19 il risultato non ha raggiunto la significatività statistica.
Basta conoscere il problema per risolverlo?
No. Nella valutazione degli esperti olandesi la sola sensibilizzazione ha avuto un punteggio basso, e gli autori consigliano di abbinarla ad altre misure, come i gruppi per età biologica o la segnalazione delle differenze di età durante i provini.
I nati a fine anno hanno meno tecnica?
Nel gruppo Under 15 studiato in Croazia no: la conduzione palla non differiva in modo significativo tra i quattro gruppi di nascita. Differivano invece forza, potenza, velocità di tiro e sprint lunghi.
Fonti
- Rađa A., Marasović J., Erceg M., Krustrup P., Randers M.B., Ardigò L.P. (2025). Relative age effect, morphological status and physical performance of U-15 Croatian football players. *PLOS One*, 20(7): e0327878.
- Nisbet D., Mandorino M., Zmijewski P., Modric T., Teixeira J.E., Moreira A., Morgans R. (2026). The relative age effect and transition rates across a national soccer program in male and female youth to senior players. *Biology of Sport*, 43, 439-448.
- Kelly A.L., Zwenk F., Mann D., Verbeek J. (2025). The Royal Netherlands Football Association (KNVB) relative age solutions project, part two: an adapted e-Delphi study. *Frontiers in Sports and Active Living*, 7, 1565819.
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